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mercoledì 16 agosto 2017

Ambulanza Veterinaria Rimini

Ambulanza Veterinaria Rimini - dott. Andrea Morri
Il servizio è rivolto ai proprietari di animali in stato di necessita' residenti nella provincia di Rimini.

L' Ambulanza Veterinaria destinata al Soccorso e Trasporto di animali è gestita da medici veterinari liberi professionisti in regime di diritto privato.

In caso di Animali Vaganti, Randagi, senza proprietario e Animali Selvatici si deve fare riferimento alle cooperative o associazioni presenti sul territorio firmatarie degli appalti comunali di raccolta e trasporto telefonando alla polizia municipale.

Si ricorda che un animale è considerato in stato di necessita' quando presenta
sintomi riferibili a uno dei seguenti stati patologici:

a)trauma grave o malattia con compromissione di una o piu' funzioni vitali o che provoca l'impossibilita' di spostarsi autonomamente senza sofferenza o di deambulare senza aiuto;
b)presenza di ferite aperte, emoraggie, prolasso;
c)alterazione dello stato di coscienza e convulsioni;
d)alterazione gravi del ritmo cardiaco o respiratorio.

Il servizio conta sulla collaborazione delle strutture veterinarie del territorio e sugli ospedali veterinari più vicini.


dott. Andrea Morri
Medico Veterinario
Dir. San. dell'Ambulatorio Veterinario Rimini Sud

cell 3933186574

 



mercoledì 27 luglio 2016

anestesia cani e animali pericolosi e/o aggressivi

Narcotizzazione con fucile - Andrea Morri - Ambulatorio Veterinario Rimini Sud
Grazie a particolari strumenti come fucile e cerbottana è possibile addormentare cani aggressivi e
pericolosi per altri cani o per l'uomo.

La teleanestesia o la narcotizzazione a distanza di sicurezza puo' essere utile in situazioni quali animali mordaci, aggressivi e impauriti.

Il veterinario è in grado di proteggere l'uomo e gli animali in situazioni di pericolo in caso di animali mordaci e aggressivi senza provocare lesioni e stress al cane.

il dott. Andrea Morri medico veterinario è in possesso del fucile da anestesia, della cerbottana e relativo porto d'armi.

Prima di chiamare il veterinario è sempre obbligatorio avvisare le forze dell'ordine e l'ente preposto al recupero degli animali vaganti sul territorio.


Dott. Andrea Morri

sabato 4 giugno 2016

La Dermatologia negli animali da compagnia

La Dermatologia negli animali da compagnia

Le problematiche riguardanti la cute ed il mantello di cane e gatto
rappresentano, secondo alcune indagini, oltre il 60% dei motivi di consulto
del medico veterinario.

Questi disturbi non di rado sono causa di una cattiva qualità di vita dei
nostri animali, associandosi facilmente a cattivo odore, prurito più o meno
intenso, “forfora” (desquamazione), perdita di pelo, lesioni cutanee ecc.
Tutto questo è causa a sua volta di frustrazione da parte del proprietario
che vede star male il proprio “pet” spesso in maniera continuativa o
ricorrente.

La Dermatologia veterinaria è una branca medica molto vasta e complessa,
soprattutto perché la sintomatologia spesso si sovrappone a fronte di
diverse cause scatenanti:
- ipersensibilità ( da parassiti, alimentari, ambientali)
- infezioni batteriche o da lieviti
- micosi (“funghi”)
- malattie ormonali
- tumori cutanei
- malattie autoimmuni
- parassitosi.... queste sono solo alcune delle cause di problematiche dermatologiche, associandosi a loro volta a più sintomi, quali ad esempio:
- prurito (inteso come eccessivo grattamento, leccamento,
strofinamento, scuotimento, mordicchiamento)
- pelo diradato o mancante
- desquamazione
- arrossamento cutaneo (eritema)
- papule e pustole ( volgarmente “foruncoli”)
- croste
- noduli
- escoriazioni
- otiti (infiammazioni del condotto uditivo)
- pododermatiti (infiammazioni degli spazi interdigitali)

La visita specialistica dermatologica ha lo scopo di approcciare e gestire
quelle condizioni cliniche complesse o cronico-recidivanti seguendo un
iter diagnostico mirato e basato sulla conoscenza approfondita della
materia, al fine di evitare errori procedurali ed eseguire indagini
specialistiche al momento opportuno per ottenere quanto prima una
diagnosi e fornire l’approccio terapeutico più adeguato al caso.

La visita dermatologica specialistica si avvale di:

- Raccolta del segnalamento e dei dati clinici anamnestici
 -Visita dermatologica completa: valutazione delle lesioni primarie e
secondarie, esami microscopici del pelo, raschiati cutanei, scotch
test, esami citologici di lesioni o di materiale di diversa origine
(noduli, papulo-pustole, citologia di superficie, tamponi auricolari)
- Esame otologico
- Esami colturali per dermatofiti ed esami batteriologici con
antibiogramma
- Esami sierologici per la diagnosi di allergia ambientale (Dermatite
atopica) e preparazione di vaccini per immunoterapia specifica
- Biopsie cutanee ed esami istologici con relativa interpretazione
- Esame citologico di neoformazioni cutanee

Ai proprietari ed al collega referente verrà inviato il referto medico ed esiti
di eventuali ulteriori indagini.

Luca Luciani
Med.Veterinario
Dipl.Master II livello Dermatologia degli animali d’affezione

domenica 17 aprile 2016

Tumori nel cane e gatto, Oncologia e Chemioterapia: un percorso condiviso tra veterinario e proprietario

IL TUO AMICO A QUATTRO ZAMPE HA UN TUMORE?  L’ONCOLOGO C’E’!
Negli ultimi anni il rapporto proprietario-animale è cambiato radicalmente trasformando i nostri piccoli amici in veri e propri membri “acquisiti” della famiglia. Sono di conseguenza mutate le attenzioni che ogni proprietario ricerca per il proprio animale: in particolar modo per le cure veterinarie. Tale esigenza è stata percepita dai medici veterinari che, come accade in medicina umana, sempre più spesso sono in grado di offrire servizi specialistici. E’ in questo panorama che nasce, tra le altre figure professionali, l’oncologo veterinario.


PERCHE’ RICHIEDERE UN CONSULTO ONCOLOGICO
Il tumore rappresenta l’esito della crescita incontrollata di un gruppo di cellule che non rispondono più ai normali meccanismi di regolazione dell’organismo e che può insorgere a carico di qualsiasi organo o tessuto. Per tale motivo non si può parlare di tumore come di un’unica entità patologica bensì di un insieme di malattie che hanno comportamenti biologici, prognosi e trattamenti anche molto diversificati tra loro.
La sintomatologia di una malattia neoplastica è spesso aspecifica, poco indicativa: vomito, diarrea, depressione, zoppia, inappetenza/anoressia, difficoltà ad urinare/defecare, perdita di peso, ecc… associati a segni clinici evidenti come masse visibili o meno.
Richiedere una visita ed un consulto oncologico è importante per:


  1. Fare diagnosi: confermare o escludere la presenza di una neoplasia. Spesso e volentieri a tal fine è necessario eseguire un esame citologico della lesione e/o istologico (seguito eventualmente da immunoistochimica) su un prelievo della neoplasia.


  1. Eseguire una stadiazione mirata, ovvero inserire il paziente in uno stadio clinico: per fare ciò è necessario capire se il tumore è localizzato oppure se sono presenti metastasi (loco-regionali o a distanza). A tal fine è spesso necessaria una diagnostica più o meno avanzata come radiografia, ecografia, TAC, risonanza magnetica od altri esami laboratoristici. La scelta di uno o più di questi esami dipende dal tipo di stadiazione che il tumore richiede.


  1. Definire una prognosi, ovvero capire, in base allo stadio clinico del nostro animale, quali sono i tempi di sopravvivenza attesi, su basi statistiche, con o senza terapia.


  1. Individuare la strategia terapeutica più adeguata e la sua finalità. Anche questo “step” è strettamente legato allo stadio clinico e può prevedere una terapia locale, come chirurgia e/o radioterapia, od una terapia sistemica, come la chemioterapia od un’associazione di queste.


SFATIAMO UN MITO.
E’ un pensiero comune che la chemioterapia o la radioterapia siano delle terapie che provochino effetti collaterali inaccettabili. Questo accade perché si immagina che le cure che si andranno ad effettuare sul proprio animale siano le medesime eseguite in medicina umana. In realtà in oncologia veterinaria sono presi in considerazione alcuni fattori che sono determinanti per la scelta della terapia, ovvero:
  1. Il nostro animale non sa di avere un tumore
  2. Non è lui a scegliere di essere trattato o meno bensì è il proprietario
  3. Non ha un senso di prospettiva temporale come lo può avere un uomo: per il nostro animale il presente è tutto.
E’ per tutti questi motivi che il primo obiettivo delle terapie oncologiche è salvaguardare e migliorare la qualità di vita del paziente. Nella gran parte dei casi infatti tali cure sono ben tollerate ed i possibili effetti collaterali vengono validamente ridotti da terapie di supporto.


Dunque richiedere un consulto oncologico è importante per poter capire cosa si può fare per il nostro animale, quali sono le terapie, avere un’idea della prognosi e poter decidere, in tutta serenità, con cognizione di causa e certi di non aver tralasciato nulla, che cosa sia meglio per lui.

dott. Michele Sampaolo
Medico Veterinario
Oncovet

giovedì 23 luglio 2015

Il comportamentalista del cane e gatto


La visita comportamentale è una visita veterinaria specialistica che si può richiedere ogni volta in cui si nota che il proprio amico a 4 zampe mostra comportamenti nuovi ai quali non si sa dare una motivazione, quando si nota in lui un disagio, quando si incrina la relazione pet-owner, quando si attuano cambiamenti all’interno della famiglia e si desidera arrecargli meno stress possibile e in modo preventivo all’arrivo in casa del nuovo compagno per gestirlo accudirlo e instaurare con lui una relazione equilibrata e corretta fino dai primi momenti assieme.
Spesso infatti i cambiamenti comportamentali dell’ animale vengono interpretati come dispetti, i primi comportamenti minacciosi giustificati dicendo che gli abbiamo dato troppi vizi, la difficoltà a fargli acquisire le giuste abitudini come una loro incapacità ad apprendere…. In questi e tanti altri casi invece dovremmo fermarci un attimo e pensare che forse è avvenuto nel nostro animale qualcosa che lo ha indotto a sporcare in casa piuttosto che a mostrarci i denti o a non sapere stare solo… Potremmo inconsapevolmente e in buona fede avere instaurato con lui una relazione poco equilibrata oppure che la nostra gestione e il nostro modo di comunicare con il nostro pet potrebbero non essere del tutto corretti …
Ignorare un problema comportamentale potrebbe significare in primis ignorare il problema organico che lo ha indotto e nei restanti casi fare cronicizzare un alterazione comportamentale con la conseguenza che l’animale con più difficoltà riuscirà a superare tale problema e che per il proprietario sarà più difficile riuscire a gestire la situazione creatasi. Intervenire precocemente invece permette nella maggior parte dei casi di capire da cosa è stato scatenato il problema comportamentale, come risolverlo e come garantire nuovamente un pieno benessere all’animale e di conseguenza a tutta la famiglia.
Alle volte potrebbero servire farmaci, altre volte la sola terapia comportamentale fatta di corretta gestione, buona comunicazione e compromessi permette di ottenere ottimi risultati.
Il comportamentalista non è lo “psicologo dei cani e dei gatti” come spesso viene definito, ma un medico veterinario che può aiutare il vostro pet a recuperare la piena serenità e armonia all’interno della famiglia, quindi non psicanalizza l’animale ma migliora la relazione fra l’animale i proprietari e il suo ambiente di vita.
E anche quando l’età inizia ad aumentare e l’amico a 4 zampe mostra alterazioni comportamentali sappiate che intervenire precocemente permette una migliore gestione e cammino assieme verso il saluto finale e soprattutto che è possibile con integratori, farmaci e “lavori ad hoc” rallentare l’invecchiamento cerebrale dell’animale; isolare l’animale anziano perché ulula la notte, perché si mostra agitato o disorientato e tenta la fuga… non fa che peggiorare la sua condizione, velocizzare il declino e riempire di sensi di colpa il proprietario che si trova inerme di fronte agli anni che inesorabilmente passano.
Il benessere dell’animale è garantito quindi sia dalla sua saluta fisica che dal suo equilibrio comportamentale e il medico veterinario comportamentalista vi può dare una chiave di lettura e qualche consiglio per garantire la piena serenità al vostro adorabile e fedele compagno di vita.

dott.ssa Michela Gasperoni
Medico Veterinario Comportamentalista


 

mercoledì 8 luglio 2015

ECOGRAFIA ADDOMINALE IL “BRACCIO DESTRO” DEL CLINICO


ECOGRAFIA ADDOMINALE NEL CANE E GATTO

Negli ultimi anni l’ecografia addominale per il cane e gatto si è diffusa tantissimo nella pratica clinica quotidiana in
medicina veterinaria tanto da diventare parte integrante del piano diagnostico di molte visite
cliniche, una sorta di ”braccio destro” per il medico veterinario.
Tanti sono i vantaggi che ne hanno permesso una così capillare diffusione, quali la non invasività,
basta rasare il pelo e per il resto l’esame non crea dolore, l’immediatezza del risultato, la presenza
di ecografi di alta qualità con software dedicato alla veterinaria, i costi accessibili
rispetto a metodiche di secondo livello quali Tac o Risonanza magnetica e le numerosissime
branche di applicazione.
Tra queste vorrei ricordare le più frequentemente richieste nella quotidianità:
- permette di valutare morfologia, dimensioni e vascolarizzazione di tutti gli organi addominali,
anche quelli di piccole dimensioni e di valutare l’aspetto di vasi e linfonodi.
- diagnosi di gravidanza, incluso lo studio del battito cardiaco e della morfologia dei vari organi
dei cuccioli, e se questo è in posizione favorevole anche il sesso del nascituro.
- ricerca di calcoli nelle vie urinarie e in vescica.
- in oncologia come complemento diagnostico nelle ricerca di lesioni matastatiche .
- in gastroenterologia per la ricerca di corpi estranei o di lesioni a livello del tratto gastroenterico
di natura infiammatoria o neoplastica, in buone condizioni si riescono a sospettare diverse
patologie come gastriti, IBD, ecc
- ricerca di patologie prostatiche o testicolari nel maschio o a carico dell’utero nella femmina
come la pericolosa piometra, una infezione dell’utero assai diffusa che, se non diagnosticata in
tempo, può portare alla morte dell’animale.
E’ molto utile anche in situazioni di emergenza per escludere o confermare i sospetti diagnostici
formulati nella visita d’urgenza.
Negli ultimi anni è stato introdotto il metodo FAST (Focused Assessment Sonography for Trauma)
utilizzato in pronto soccorso in medicina umana adattandolo alla medicina veterinaria. Tali
ecografie vengono effettuate in situazioni di emergenza per capire rapidamente se a livello
addominale (A-FAST) o toracico (T-FAST) è presente fluido libero, in quale quantità e se è stabile
o aumenta nel tempo (emorragia, rottura d’organo, versamento pleurico, edema polmonare,
tamponamento cardiaco) e quindi permette un monitoraggio del paziente traumatizzato durante la
terapia intensiva e la valutazione dell’integrità degli organi interni che abbiano subito un trauma
penetrante.
Tanto ci sarebbe ancora da dire e scrivere su questa tecnica moderna e utilissima che ha cambiato
il mondo della veterinaria negli ultimi dieci anni. Rimane da sottolineare solo che, grazie
all’ecografia, abbiamo un’arma potente e precisa per fare diagnosi anche complesse, e solo grazie
ad essa e alle informazioni che ci rivela siamo oggi in grado di salvare molti più animali rispetto a
soli dieci anni fa.

Cristina Valcamonici,
DVM Rimini.
Aree di interesse ecografia addominale, oncologia, animali non convenzionali.
VET-Veterinario a domicilio Rimini

martedì 23 giugno 2015

Microchip nel Gatto, un aiuto prezioso nel ritrovare il tuo "Silvestro"


È obbligatorio?
Inserire il microchip nel gatto non è obbligatorio ma è fortemente consigliato. Diventa obbligatoria l'identificazione quando si deve passare il confine italiano e soggiornare per un tempo limitato o illimitato all'estero.

Cos'è?
Si tratta di un piccolo dispositivo elettronico, della grandezza di un chicco di riso, che si inserisce sottocute tra le scapole tramite siringa.

Quando si inserisce?
Lo si puo' inserire quando si vuole, io personalmente consiglio di inserirlo durante la sterilizzazione .
Come funziona?
Funziona un po' come la targa dell'auto. Ad ogni auto corrisponde una targa e ad ogni targa corrisponde un proprietario del mezzo. Trascrivendo il numero di targa sulla banca dati si risale al proprietario che verrà contatto dalle autorita' competenti per eventuali comunicazioni.
La stessa cosa vale per il microchip ovvero ad ogni gatto corrisponde un numero microchip di 15 cifre e ad ogni microchip corrisponde un proprietario. Nel caso "Silvestro" si perdesse o venisse ritrovato basta passare un lettore microchip (una sorta di grosso telecomando) che mostra il numero microchip sul display. Quest'ultimo viene trascritto sul pc e la banca dati fornisce le generalità del proprietario compreso l'indirizzo e il numero di telefono.
Tutti gli operatori del recupero degli animali vaganti, tutti i veterinari e i canili sono in possesso del lettore microchip.
Il compito del veterinario è quindi duplice:
1) inserisce il microchip sottocute e trascrive i dati del gatto e del proprietario in banca dati,
2)nel caso "Silvestro" venisse trovato da una terza persona non proprietaria del gatto e quest'ultima porta il micio da un veterinario qualsiasi, il medico puo' rintracciare il proprietario passando il lettore sopra il gatto, il quale trascrive il numero microchip in banca dati e da ultimo contatta telefonicamente il proprietario.

Il microchip puo' dare problemi al gatto?
No. il microchip non da problemi al gatto se inserito secondo le buone pratiche veterinarie e nella posizione corretta. Una volta inserito non deve essere rimosso. Lo si inserisce una sola volta nella vita del gatto e dura per sempre.

Posso trovare il gatto con microchip ramite GPS?
No. Il microchip non è un GPS. Esistono in commercio sicuramente dispositivi utili a tale funzione ma non il microchip.

Di seguito vi riporto il link di una banca dati volontaria dove potete ricevere ulteriori informazioni

http://www.anagrafenazionalefelina.it/